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Oggi; 7. settembre, 2010- Martedi
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Salve a tutti,
ci eravamo lasciati da Atyrau dove l'amico Massimo ci ha trattati da signori, primi 90 km normali, tanto caldo e polvere, poi inizia la strada ovvero quello che resta, buche e buche, ai lati deserto, alcuni di noi viaggiano in fuori pista, ci si diverte e si evitano buche a non finire.
Primo problema foratura all'anteriore della moto di Carlo, sostituiamo la camera e si riparte, giungiamo a Makat, le taniche sono piene di benzina da qui' in avanti non sappiamo cosa ci aspetta.
Dopo 20 km inizia il tratto sabbioso, alcune piste seguono la ferrovia, dopo un consulto si parte, io vado avanti con la Kappona non posso permattermi di viaggiare sotto i 70 Km\h, mi diverto anche se ho le valige che mi appesantiscono, basta aumentare il ritmo e tutto va alla grande.
Dopo 20 Km mi fermo aspetto una mezz'ora degli altri nessun segno di vita, lascio la pista lungo la ferrovia e vado ad est dove in lontananza c'è una stazione di pompaggio di metano, tornare indietro non ha senso sprecherei solo la benzina che insieme all'acqua è il bene prezioso.
Arrivo al paese di Opornyi, prima becco un cratere, la moto rimbalza come una palla, nell'impatto la valigia sinistra si stacca, io atterro con il ferno posteriore bloccato, un'altra serie di buche davanti a me me lo impone, la moto s'intraverse più volte ma mi fermo in piedi, io ci ho messo del mio ma il lavoro più grande lo hanno fatto le sospensioni.
Mi faccio un giro in questo luogo di nessuno per farmi vedere dalla gente e lasciare una traccia per i miei amici, poi decido ho benzina e vado a Bejneu, sempre su una pista polverosa.
Quando ritrovo l'asfalto mancano 20 km, mi fermo per chiedere ad un camionista. Vadim, questo è il suo nome è un tipo sveglio parla il tedesco, io no ma ci capiamo, mi offre un the accetto volentieri e come è nella tradizione araba devo accettare 3 volte. Arivvo in città e cerco un albergo, quì l'unica lingua che si parla è il gesticolare, la padrona dell'albergo vuole i Teng la moneta kazaka, ne ho 2000 ma non posso pagare devo mangiare, allora gli consegno il passaporto in mano con 30 dollari, il doppio di quello che mi costa la camera, è di coccio non ne vuole sapere, per fortuna arriva un ragazzo che parla inglese e allora capisce che l'indomani vado in banca a cambiare e comunque senza passaporto non posso scappare.
Sono in camera con un capitano dell'esercito kazako, non parla inglese e allora per farmi sentire a mio agio mi da la rivista Playboy in russo almeno guardo le foto.L'hotel non ha docce, solo bagni in comune e un lavabo in camera che uso come una doccia, dopo tanta polvere e sudore mi sembra il minono delle pretese.
Otto del mattino mi reco all'incrocio, dopo un'ora arrivano gli altri, non hanno fatto la pista si sono insabbiati tranne Maurizio, ed hanno caricato le moto, sono arrivati al paesino alle nove di sera quando ero 120 km più avanti.
Ancora pista giungiamo in frontiera kazaka in un ora passiamo dall'altra parte, quando ci accorgiamo che uno del gruppo non ha il visto per l'Uzbekistan, grande problema. Il capitano non ci fa passare dormiamo in tenda nella terra di nessuno in una frontiera dove è un cumolo di rifiuti. All'indoma entriamo in Uzbekistan, ma il nostro amico resta alla stazione militare ne avrà per 3 giorni quando ricevuto il visto dall'Italia ci raggiungerà a Samarcanda.
Noi proseguiamo, a sera il gruppo si divide di nuovo causa due forature di una jeep, dormiamo a 2 dollari con doccia e sauna e mangiamo per quattro. In mattinata tramite SMS ci ricompattiamo io e altri tre saliamo al lago Aral, o quello che resta di una delle catastrofi ambientali del 20° secolo, quando i russi hanno deviato il corso del fiume per irrigare la parte sud di questo paese. I relitti dell'imbarcazione danno l'idea di tristezza, ferraglie che sono lì per souvenir.
Appuntamento a Kiva arriviano sul tardi oramai siamo nell'atmosfera tipica delle città che erano sulla via della seta. Un giro mattutino al mercato e via verso Bukkara, fa caldo per noi in moto è dura viaggiare a temperature di 40°, ma il problema più grande è trovare benzina, facciamo due rifornimente da privati travasando bottiglie di carburante che paghiamo con un 20% n più.
Quando giungiamo a Bukkara il sole è appena tramontato ma l'atmosfera che ci circonda è quella dei paesi asiatici, ritmi diversi e musica e colori tipici. La sosta a Bukkara ci da la possibilità di controllare le moto, abbiamo percorso piu’ di 7000 km, personalmente sostituisco l'olio e i filtri una controllata alla carrozeria e una rigenerata alla catena, la moto non presenta nulla fedele compagna di viaggio.
All'indomani ci trasferiamo a Samarcanda io e Maurizio facciamo un percorso diverso quando giungo difronte al Ragistan i ricordi mi assalgono sei anni fa ero passato da queste parti ma è come se fosse la prima volta, il complesso fatto costruire da Tamerlano riempiono gli'occhi.
Giampiero
Per discussioni relative a questo argomento, consultate l' apposito Topic, presente nel FORUM DI TENERSIDE.
Sperando che abbiate potuto trovarne una utilità adeguata, colgo l' occasione di salutarvi e vi terrò aggiornati su questa fantastica avventura;
Giampiero Pagliochini.
data: 01-08-2006; Vazzoler Massimo