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Dall' Italia alla Cina con la KTM 950 Adventure

Dall' Italia alla Cina (Terzo reportage):

Viaggio in Cina con la KTM 950 Adventure

14.000 Km. con la KTM 950 Adventure

Salve a tutti,

scrivo da Turfan, siamo al nord della Cina in un oasi desertica, ci siamo arrivata dopo aver tagliato da sud a nord il deserto del Talamaklan, tanto osannato da Marco Polo nel Milione, 600 km di nulla, dune nelle dune con una sabbia simile al borotalco.

Ci eravamo lasciati da Samarcanda, trasferimento a Taskent poi all'indomani siamo giunti ad Osh la prima città Kirghisa prima di giungere a Sary-Tash e dopo 90 km al confine tra Kirghizistan e Cina, niente di speciale se non un militare che dovrebbe aver visto il film di Trosi e Benigni " Non ci resta che piangere", prima mi ha chiesto come mi chiamavo per tre volte poi mi ha chiesto dove andavo, la moto non induceva a dubbi ero al confine in ingresso al suo paese, alla seconda volta gli ho detto che aveva la testa dura e allora mi ha lasciato andare erano circa le nove di sera.

Lasciata Osh ci siamo arrampicati sulle montagne, all'asfalto si è sostituito un fuori strada terribile più andavamo avanti più la polvere alzata da vetusti camion, che resta difficile capire come possano stare in strada per lo più stracarichi all'inverosimile, includeva alla prudenza, questo per la guida, in realtà i colori e i tipici abiti indossati da questo popolo hanno riempito gli occhi di immagini straordinarie, le prime gher, le capanne di origine mongola usati da questo popolo nomade riempe le vallate, è un mosaico straordinario di tanti punti bianchi sparsi qua e là, non so fino ad oggi quante foto ho scattato per fortuna che uso una fotocamere digitale, la tentazione di premere il bottone è tanta l'avrete capito, questo paese mi ha affascinato.

Superato un passo a 3800 mt, si sono presentati ai nostri occhi le montagne più alte di questa land il picco Komunist e Lenin con le vette che superano i 7000 mt con ghiaccia perenni, a Sary Tash abbiamo fatto benzina o meglio quello che ci veniva offerto, 80 ottani, per fortuna la Kappona ha la possibilità di modificare l'accensione, la donnina che ci ha venduto la benza era di un diffidente che rasentava l'incredibile, la misurazione della benzina con il conta gocce, i soldi mostrati al sole più di una volta non so che dire si commenta da solo.

Alla cinque siamo giunti al confine con la Cina, più che una frontiera abbiamo trovato un caos impossibile da quantificare, un numero infinito di camion parcheggiati senza senso, a quell'ora solo a noi ci è stato permesso di passare. Il militare ha registrato il nostri passaporti su un quaderno, il pensiero che mi è passato alla mente è che alla prima occasione quel foglio sarebbe servito per accendere il fuoco, il raffronto con il nostro mondo è stato immediato.

Una sbarra abbassata ci ha bloccato per più di mezz'ora prima che arrivassero 2 militari che ci hanno condotto alla dogana, con noi anche un ragazzo e una ragazza israeliani raccattati in frontiera bisognosi di un passaggio.

In un momento, grazie alla nostra guida siamo, motociclisticamente parlando, diventati cinesi, con il cambio targa, la patente e il libretto delle moto, parte di noi ha proseguito per Kashgar, io ed altri, dopo un cambio di una gomma, abbiamo dormito in frontiera. La qualità dell'igiene di quello che poteva definirsi un albergo, mi ha indotto a dormire in tende.

Di buon mattino ci siamo messi in marcia per raggiungere gli altri, arrivati a Kashgar abbiamo proseguito per il lago Karakul, alcuni sono restati in città, i 9000 km sulle spalle cominciano a pesare.

Il caldo a caratterizzato il primo tratto dei 250 km, poi come siamo saliti di quota sia la temperatura che l'habitat si sono modificati, laghi dal colore blu scuro, vette innevate dei monti Muztagh (7546 MT) e Kongur (7719 mt) che si specchiano dentro, giunti al lago Karakul, c'è chi ha optato per dormire nella gher, io e George in tenda, dopo una cena in stile cinese, siamo andati a letto con il vento che faceva da padrone, ho dovuto mettere i tappi negli orecchi altrimenti avrei passato la notte in bianco.

All'indomani rifatti i bagagli siamo saliti verso il punto più alto di questa strada che collega la Cina al Pakistan , 4076 mt, ho visto per la prima volta lo Yak questo buffo animale, almeno per me, mi da l'idea di un vecchio con la barba.Siamo rientrati a Kashgar, concedendoci un meritato riposo.

Il giorno successivo, era domenica, ci siamo recati al Bazar all'aperto che si tiene fuori città, la compra vendita riguarda gli animali, descrivere questo ambiente e come pensare per la prima volta di esebirsi agli anelli, la confusione la fa da padrone, animali di tutte le specie, con gli asini a focalizzare l'attenzione, sembrerà strano ma questo animale in questa parte di mondo resta il locomotore più usato a volte uno dientro l'altro con carretti stracarichi, sembramo dei Tir antidiluviani. Comunque abbiamo assistito a scene da altri tempi con il sensale a mettere d'accordo il venditore e l'acquirente, una stretta di mano a sancire l'affare fatto.

Il pomeriggio l'abbiamo trascorso al Bazar cittadino, come nella tradizione c'è di tutto, ora anche la parte HI-FI, con relitti di apparecchiature con più di trenta anni e l'ultimo grido della tecnologia, con la televisione a farla da padrone.

Abbiamo lasciato Kashgar di buon mattino, l'itinerario era per passare da nord, la guida senza darci spiegazioni ha detto che era da evitare questa zona, ordini dall'alto, e così siamo scesi a sud, al secondo giorno abbiamo bloccato il centro di Hotan, famosa per la produzione di giada, la curiosità dei locali ha fatto prendere d'assalto le moto, abbiamo lasciato la guida e il suo aiutante a fare da guardiani.

Un salutone da Turfan alla prossima

Giampiero

Per discussioni relative a questo argomento, consultate l' apposito Topic, presente nel FORUM DI TENERSIDE.

Sperando che abbiate potuto trovarne una utilità adeguata, colgo l' occasione di salutarvi e vi terrò aggiornati su questa fantastica avventura;

Giampiero Pagliochini.

data: 01-08-2006; Vazzoler Massimo

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