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Oggi; 7. settembre, 2010- Martedi
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Si parte, autostrada e coda anche qui, che nel piu’ classico stile italiano superiamo brillantemente in corsia d’emergenza…..!
Al rifornimento si avviislanda una BMW GS1200, sono Fabio e Raffaella di Sanremo.
Questi sono partiti la sera prima e sono in sella da 2000 km., 20 ore.
Matteo gli fa un applauso ricordandosi la sua Padova-Varsavia in tirata unica con Lupo di due anni prima.
Vengono anche loro in Islanda ma purtroppo hanno solo due settimane a disposizione e questo è il motivo della tiratona.
Il povero Fabio è obiettivamente sfatto e si decide di fare gruppetto fino al porto di Hanstholm.
Gli scenari non sono mozzafiato, con tratti simili alla Padova-Bologna e il colpo di sonno è in agguato.
Aspettando l’imbarco la carovana si allarga e arrivano nell’ordine:
Alberto (Transalp) e Paolo (BMW GS800) di Lucca
Matteo (BMW GS1200) e Marco (Suzuki 400 motard!!) di Lecco.
Ubaldo e Luisa (BMW GS1200) di Bologna.
Vari Danesi e Tedeschi Gold Wing muniti, con donne e appendici al seguito.
Uniti tutti dalla stessa voglia di arrivare, ognuno con la sua tipologia di viaggio e curiosità per una terra così diversa , si fa subito gruppo.
Gruppo che nei giorni a venire si manterrà sempre compatto anche se più volte le strade percorse saranno diverse.
Si barcolla da bar a bar in nave, Ubaldo (il Ducaconte per i modi signorili) e Luisa organizzano dei meeting enogastronomici (più eno che gastronomici) nel ponte superiore e dopo meno di due ore conoscono almeno la metà degli imbarcati.
Fabio (il Carota o Filini visti i raptus organizzativi), finalmente riposato, parla per dieci e passa dal bere come un alpino al masticare bustine di tabacco organizzando partitoni a carte.
Raffaella ha le visioni e dice di aver visto un’orca.
Claudio assalito dalla noia toglie e mette roba dalle borse, lava i calzetti e le lenti degli occhiali.
Matteo beve e scrive il diario di bordo e Sabrina studia i percorsi con Paolo e Alberto.
La giornata insomma passa via così, il giorno dopo saremo parcheggiati alle Faroer e si cerca di abbozzare un piccolo tour.
Dopo una ricca dormita di due ore, alle ore 4.30 una voislanda al megafono ci intima di lasciare le cuccette (celle) entro 30 min.
Il pensiero corre veloce agli altri fenomeni che probabilmente sono ancora sul ponte a bere e a masticare tabacco.
Si sbarca e le strade si dividono, noi tre in guesthouse a Torshavn nell’isola di Streymoy e gli altri sparpagliati per le restanti 17 isole…. speriamo non siano finiti a colonizzare l’unica disabitata, anche se visti i personaggi la cosa potrebbe essere plausibile.
Presi dall’ansia da asfalto, scarichiamo tutto e ci fiondiamo in tutti gli sterrati che vediamo.
Purtroppo sono tutte strade di servizio per i vari pascoli e dopo poco si interrompono.
Giriamo comunque tutta la giornata, ma finalmente con scenari degni di nota.
Si corre lungo montagne verdissime solcate da centinaia di cascate attraversando paesini di non più di 50 anime con case di legno di tutti i colori.
Attenzione alle pecore che tentano spesso il suicidio lanciandosi sotto le moto…..soprattutto se state dietro ad una Kappona con Akrapovic aperti.
Lungo la costa i fiordi, piccoli ma numerosi sembrano graffiare il mare e nelle zone più accessibili spuntano i soliti paesini da cartolina, ognuno col suo piccolo porticciolo con pescherecci e barchini a vela.
Da notare che le case hanno il tetto foderato d’erba…una volta all’anno un giardiniere specializzato sale in cima e la taglia.
Non siamo riusciti a capire se lo fanno per mimetizzare le case o per protezione dal freddo, che in inverno dev’essere piuttosto intenso.
Si decide per la giornate di visitare l’isola di Vagar, collegata all’isola principale di Streymoy da un tunnel sottomarino che rispetto alla traversata in traghetto fa risparmiare molto tempo.
L’isola è imponente. Sulla sponda orientale, si può ammirare la profondità delle gole erose dall'incessante opera dell'acqua.
Le scogliere sono fantastiche con cascate che si gettano in mare e nidi di Puffin in ogni dove.
Ci improvvisiamo bird watchers e riusciamo a stare circa tre ore fermi a cercare di fotografare i simpatici pennuti, stranamente con buoni risultati.
Ritorniamo in serata a Torshavn e mangiamo per miracolo visti gli orari di chiusura dei locali tipicamente nordici.
Alle 21.30 cucine chiuse e tutti a casa alle 23.00….Si perde un po’ di tempo gironzolando e non beviamo nemmeno la birra della staffa…a mezzanotte i pub chiudono!
Giornata libera. Sveglia tardissimo e mattinata dedicata all’ultimo controllo delle moto prima di iniziare col vero viaggio.
Piccoli rabbocchi di olio, controllo bulloneria (specialmente dei tralicci dei bidoni che ci portiamo dietro) e liquidi vari.
Tutto ok ovviamente per la nipponica e stranamente la Kappona non manifesta le solite sparizioni di liquido.
Si carica tutto pensando che il giorno dopo saremo finalmente in Islanda!
All’imbarco sono tutti presenti, tranne il Carota e il Ducaconte assenti ingiustificati.
Li vedremo arrivare per ultimi con la più classica flemma mediterranea.
Dopo cena armati di mappe pianifichiamo il primo itinerario islandese con Paolo e Alberto, che decidono di seguirci verso le piste interne mentre gli altri preferiscono optare per la piu’ tranquilla Ring Road.
Dei simpatici ragazzotti vichinghi si uniscono a noi e tra una birra e l’altra ci danno un sacco di consigli sullo stato delle piste e sui luoghi più belli da visitare.
Sono particolarmente impressionati dalle “strade” che vogliamo fare e ci dicono che in quei percorsi hanno visto solo jeep ma mai moto.
La cosa un po’ ci stupisce ma avremo tutto il tempo per verificare se sono solo un po’ troppo apprensivi…….
Domani si punta all’Askjia!
Sperando ne possiate trovarne una utilità adeguata su questa fantastica avventura, colgo l' occasione per salutarvi ; Matteo De Toni.
Per discussioni relative a questo argomento, consultate l' apposito Topic, presente nel FORUM DI TENERSIDE.
data: 11-09-2006; Vazzoler Massimo