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Oggi; 11. settembre, 2010- Sabato
| 574652 Visitatori dal 15.07.2003 | Oggi 14 | visitatori online 7 | il tuo IP: 62.149.140.177 |
Vik è famosa per le sue spiagge nere e i suoi faraglioni e decidiamo di vederli dall’alto percorrendo una ripida mulattiera che muore sulla scogliera.
Al ritorno “leggero” surriscaldamento dell’olio del freno posteriore della Kappona con conseguente perdita totale di pressione. Successivamente per sicurezza lo cambieremo completamente.
Si visitano le spiagge abitate da Puffin che nidificano sulle pareti rocciose formate da colonne basaltiche a picco sul mare e si parte.
Prendiamo la 1 e poi le piste 209 e 208 che ci porteranno al Landamannalaugar.
Vallate verdissime con moltissimi fiumi e ruscelli di un blu intenso, molte pietre e guadi (segnati nella mappa 3 fatti circa 30).
Alcuni sono semplici ruscelli mentre altri sono veri e propri fiumi e la strada si snoda al loro interno. Ne passiamo un paio senza problemi fino a quando Claudio concentrato nell’evitare i pietroni sul fondo si dimentica di guardare il punto d’uscita, piantando il Transalp a bordo fiume e i gioielli di famiglia sul serbatoio.
L’anteriore è fuori ma il posteriore è sotto fin oltre lo scarico che borbotta completamente sommerso….come le borse laterali che contengono tra le altre cose anche la colazione per il giorno dopo!
Da notare il solito curioso in Jeep che non muove un dito se non per filmare le operazioni di recupero…li mortacci sua!
Liberata la moto continuiamo e lo scenario cambia dopo ogni curva. Le vette di riolite, le immense colate di lava, le fumarole e le sorgenti termali ci indicano che siamo entrati nel mezzo della vasta area geotermica del Landamannalaugar.
Arriviamo al rifugio un po’ annegati e dopo una breve visita della zona rifacciamo velocemente la strada al contrario vista l’ora tarda. Peccato perché un posto così meriterebbe molto più tempo.
Arriviamo per la sera a Kirkjubaejarklaustur, paese famoso solo per il nome impronunciabile, ma in posizione strategica per visitare queste zone.
15 agosto Kirkjubaejarklaustur-Brejddalsvik : Km. 394Procediamo lungo la 1 su asfalto verso la zona a sud del Vatnajokull.
Nel parco dello Skaftafell, lungo un facile sterrato arriviamo fino ad una delle
lingue di questo enorme ghiacciaio.
Sempre lungo la 1 si arriva al Jokullsalron, una splendida laguna che comunica con l’oceano, nella quale galleggiano placidamente centinaia di iceberg di diverse dimensioni provenienti dal Vatnajokull, nell’attesa di prendere la loro strada verso il mare attraverso una stretta insenatura.
Facendo un piccolo tratto di fuoripista arriverete con la moto fino all’acqua evitando il complesso turistico sorto nelle viislandanze con i suoi bar e mezzi anfibi porta turisti.
Vi sembrerà di essere sul pack artico in moto…fenomenale!
Si percorrono i restanti 170 km. lungo costa sotto un vento fortissimo che,
incuneandosi nelle gole delle montagne, cambia costantemente direzione.
Per rompere la noia di tutto questo asfalto, che purtroppo è l’unica strada esistente in questa zona, pensiamo bene di fare una bella escursione in una delle moltissime spiagge, isabbiandoci a dovere.
In particolar modo Matteo che affonda la Kappona incolpando la gomma posteriore (effettivamente alla frutta), il setting, i box e quant’altro, nel più classico Biaggi style.
Sabrina come al solito ci manda in malora tentando di riportarci all’ordine
Il vento non molla e arriviamo a tarda serata a destinazione piuttosto stanchi.
E’ il nostro ultimo giorno in Islanda e gli sguardi sono tristi, immersi
nei nostri pensieri carichiamo le moto e partiamo lungo i fiordi per la 96.
Ci concediamo la visita al museo della guerra di Reydasfjordur, per poi cercare
le ultime piste che ci condurranno a Egillstadir dove abbiamo appuntamento col
resto della truppa conosciuta ad inizio vacanza.
Visto il tempo a disposizione puntiamo verso la 953 per visitare il faro di
Dalatangi e con grande sorpresa e felicità li incrociamo tutti assieme…il
Ducaconte e Luisa con gli immancabili Alberto e Ramenotti. Per il Carota e Raffaella
purtroppo la vacanza era finita una settimana prima.
Prenotiamo tutti nella stessa casetta tipo cottage.
Arrivati al faro attraverso una pista di 60 km. a bordo scogliera rimaniamo
li, infreddoliti ma sempre li, a guardare il mare con le sue onde che si frangono
negli scogli.
A sera torniamo dagli altri per questa ultima cena in terra d’Islanda.
Ramenotti (Vissani per l’occasione), da fondo alle ultime cibarie stipate
nelle valige della Leonessa e ci cuislanda tagliatelle allo scoglio, farfalline
con gamberetti e vedure e riso ai frutti di mare, una degna conclusione.
Si tira tardi con i vari racconti davanti a birre stavolta non analcoliche.
Sveglia ore 7.00, si carica, non senza qualche difficoltà cognitiva
soprattutto del Ducaconte.
Al porto arrivano tutti, Matteo e Marco (i ragazzi di Lecco), il danese con
Gold Wing e gli enduristi francesi Cyril e Cristopher incontrati fuori dalla
F88.
Imbarcati inizia subito il festival enogastronomico in piccionaia! (ponte superiore).
Tutti presenti anche i francesi.
La giornata passa liscia, scrivendo queste righe, bevendo e ascoltando Ramenotti
che ramingo da un ponte all’altro ci racconta della sua Lucca, sempre
un mito.
La serata culmina con festina danzante al Viking Club (ponte 5) durante la quale
veniamo assediati da ubriachi molto espansivi e alcuni reduci del Gay Pride.
Due di loro tenteranno di bloccare il Ducaconte in bagno… senza per fortuna
riuscirci (dice lui).
Allo sbarco si salutano i Lecco (vanno a Copenaghen), Cyril e Cristopher e
si procede.
Nulla da segnalare tranne la guesthouse infestata da ragni dove pernottiamo.
Perdiamo per strada il Ducaconte e Luisa, loro fanno Amburgo-Verona in treno
con moto al seguito, un’interessante alternativa per evitare i molti km.
di trasferimeno ma decisamente poco romantica. Partire ed arrivare in moto ha
un altro sapore.
Proseguiamo con Ramenotti e Alberto, sosta in baretto per vedere la gara di
MotoGP di Brno e arriviamo in Germania sotto la solita acqua tedesca.
Ci separiamo per la giornata. Matteo deve incontrare in Austria due amici che
tornano dalla gara di Brno, Silvio Martini (Honda VTR 1000) e Roberto Rondinelli
(KTM Superduke).
Trovarsi in mezzo all’Europa con questi due personaggi è una simpatica
tradizione che cerchiamo di mantenere sempre viva.
Claudio e Ramenotti preferiscono prendersela comoda e gironzolare per la Germania.
Matteo arriva puntuale all’incontro, passiamo la serata parlando di Islanda
e di Valentino.
Partiamo la mattina sotto la pioggia per affrontare il passo Glossglockner,
Roberto dopo due curve ha le dita in ipotermia, noi abituati al clima islandese
abbiamo quasi caldo!
I panorami sono molto belli, peccato per il tempo che rovina un po’ lo
spettacolo.
Dopo pranzo salutiamo i due stradisti che proseguono verso casa e torniamo in
Germania da Claudio che ci aspetta ad Aandechs.
Ramenotti è dovuto partire per l’Italia, ci ha abbandonati al nostro
destino e troviamo Claudio in una abbazia benedettina mentre affoga il suo dolore
nella birra scura.
Torniamo in Italia attraverso il Brennero a medie piuttosto basse, la gomma
posteriore della Kappona è alle tele.
Arrivati a casa troviamo gli amici schierati che avevano organizzato una festa
di rientro.
Si stappa lo champagne, si spengono i motori e rimane il ricordo di una fantastica
esperienza.
Sperando ne abbiate trovato un' utilità adeguata su questa fantastica avventura, colgo l' occasione per salutarvi ; Matteo De Toni.
Per discussioni relative a questo argomento, consultate l' apposito Topic, presente nel FORUM DI TENERSIDE.
data: 11-09-2006; Vazzoler Massimo